HO INCONTRATO I SIBERIAN HUSKY

Sono fermamente convinto di una cosa: quando si prende un cane bisogna mettere sempre in conto di cercare di assecondarne il carattere, la predisposizione fisica, l’indole e tutto ciò che l’intervento umano (la selezione) ha creato per una determinata razza. Perché tutti i cani hanno uno scopo. Non tutti i cani sono uguali. Questa è, per certi aspetti, una sorta di meritocrazia cinofila. Come tra gli uomini esistono biologiche predisposizioni dovute al livello di evoluzione e di coscienza a cui ciascun individuo è giunto (o si è fermato), così nel mondo dei cani – specialmente quelli di razza – assecondare la selezione per cui un cane è portato a fare un determinato compito è non solo giusto, ma quasi un obbligo morale. Come vi sentite nel vedere la gioia negli occhi del vostro compagno a quattro zampe nello svolgere un lavoro per il quale si sente a suo agio?

Quando presi il mio primo Siberian Husky, non lo feci perché “è un bel cane” o per quella moda dell’estetica esteriore di cui la nostra civiltà è ormai satura. Ho sempre amato la montagna, ho sempre trovato piacevole camminare lungo sentieri e boschi – soprattutto da solo, in silenzio e in beata solitudo; ad un tratto ho sentito l’esigenza fisica, mentale e spirituale di avere un cane con cui condividere tutto ciò. Certo, ogni cane può andare in montagna a camminare, ma dentro di me sognavo qualcosa di più, sognavo un lavorare con il cane, un cane che fosse resistente, capace di camminare e correre per medie e lunghe distanze, capace di sopportare la fatica, la sete e la fame. Ho quindi immediatamente optato per un cane di tipo spitz, e nella fattispecie i nordici. Poi, ho incontrato il Siberian Husky. Un cane di taglia media, veloce, ma soprattutto forte, agile e resistente. Si tratta di un cane e non di un lupo. La retorica del cane che deriva dal lupo, del “che bello l’husky che è quasi un lupo”, del cane che è strettamente imparentato col lupo oramai è sorpassata. Anche per il Siberian è così: non ha una linea diretta col lupo, né è un cane di tipo primitivo! Come tutti i cani di razza, sono ciò che più è lontano dal lupo, ossia da un concetto di canide naturale (argomento che mi interessa molto e che studierò a breve). In fondo, se ci si pensa bene, le razze sono tutte state selezionate dall’uomo per uno scopo, per un determinato uso e lavoro. In natura, i nostri cani di razza, non esisterebbero!

Al di là delle leggende metropolitane su questi cani dovute ad ignoranza e improvvisazione da web, se tornassi indietro risceglierei i Siberian Husky. Rifarei tutto. Rifarei ogni azione, riprenderei ogni decisione. In fondo, questi cani mi hanno sempre messo lungo il cammino persone buone e ottime con cui parlare, confrontarsi, condividere esperienze: siano amici, compagni d’avventure, allevatori, musher o atleti. Parto sempre dal presupposto che ciascun essere umano, in quanto tale, è una storia, è un’esperienza. L’ascolto diventa quindi fondamentale per poter crescere ed imparare. Nessuno è veramente maestro. L’incontro che grazie ai miei cani ho fatto, è stato quello di una realtà sfaccettata, poliedrica, dalle filosofie di vita differenti: chi atleta, chi musher, chi avventuriero…. Ma tutti hanno contribuito ad arricchire il nostro mondo interiore.

Posso dire con certezza che l’incontro coi Siberian Husky è stato un incontro con altri uomini e donne, la maggior parte di loro straordinari. Ma una cosa mi elettrizza ed eccita allo stesso tempo e ancor di più: dopo l’incontro, si riparte. Se si asseconda la natura di un Siberian, ci si rende conto come non può stare sempre fermo. Ha bisogno di scoprire, di inseguire orizzonti lontani e nuovi. Così, dopo gli incontri e l’allegria di stare con gli altri, si ha un forte bisogno dettato dall’istinto di rimettersi in marcia, da soli: io, Indi e Ciuk. I Siberian Husky, come tutti i nordici, sono cani estremamente indipendenti, che pensano, che necessitano di loro spazi e delle loro solitudini…. È così che ci siamo incontrati. I nostri spiriti vaganti si sono uniti. Io non assecondo lo spirito e l’indole dei miei cani. Ci assecondiamo insieme. Vivere il cane per quello che è, vivere il cane per quello che davvero può dare. Il cane come un farmaco di vita naturale.

 

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2 risposte a "HO INCONTRATO I SIBERIAN HUSKY"

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