Pittura

Considero l’atto del dipingere un’azione terapeutica dell’anima. Una medicina; un bisogno biologico e interiore di dialogare con le parti più nascoste dell’animo. Dipingo per me stesso, nulla più! La pittura è un mezzo, uno strumento. Ci sono artisti eccezionali nel mondo dell’arte; e pittori fenomenali che sanno compiere dei veri e propri miracoli. Io non sono un artista né un pittore. Sono un uomo che dipinge e la differenza – seppur sottile – c’è; amo dipingere per dare libertà alla mia sostanza interiore…

Olio, acrilico, tempere, acquerelli, colori in polvere o industriali, tele, carta o cartone: tutto è uguale. Non ho uno stile, non appartengo a sterili correnti; sono consapevole dell’anacronismo del mio dipingere: in fondo, dipingo per me stesso. Tutto il resto non conta.

Come disse una volta il mio maestro: “Gli ignoranti hanno troppi occhi per saper davvero vedere”.

 

 

   

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